il campo delle galline

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Vi racconto una storia.

Vi racconto delle galline di casa nostra.

Ho finalmente completato un piccolo progetto e realizzato un sogno semplice.

Qualche tempo fa’ mi venne la voglia di creare nel mio campo degli spazi per varie esigenze, tramite una recinzione.

Ci pensai molto perché le recinzioni non stavano nei miei panni, ma alla fine mi convinsi in vista di questo piccolo sogno.

Iniziò con un bel confronto preliminare, familiare con Francesca, Sara e Paolo.

E così cominciai a pensare al mio semplice progetto, studiai i materiali che mi servivano, verificai i prezzi locali dei materiali, andai a cercare la rete metallica, i pali di castagno e mi misi al lavoro.

Della prima fase, l’esperienza più bella fu la ricerca dei pali di castagno, che infine, dopo tante ricerche, comprai da un simpatico ometto sopra Pariana, nel regno dei pali di castagno; mi convinse non solo per il prezzo, anche per l’onestà di presentazione del suo lavoro. Non trattai sostanzialmente sul prezzo, era già concorrenziale ed era sincero, mi spiegava chiaramente con che cura e con quanta semplicità li preparava. Simpatica anche la trattativa per la rete metalica ed altri accessori con il titolare delle Stalle di Guamo, un simpatico ometto con il profumo degli affari ma che dimostrava di capire i bisogni del cliente, una persona non uno da spennare; mi aveva convinto anche l’ammirazione che sua moglie aveva di lui “che in fondo fa un lavoro duro per la famiglia”.

Poi iniziò la fase realizzativa, distribuita quasi in un anno, pur avendomi impegnato complessivamente non tanti giorni, in gran parte con mio figlio Paolo, per fare i buchi con l’aiuto di una macchinetta a noleggio, fissare i pali iniziare a tendere i fili, e poi con un amico per posare bene la rete. Un po’ di tempo, come sempre l’ho impegnato nei particolari, specialmente i cancelli e cancelletti.

Infine la recinzione era pronta divisa in tre settori: uno spazio più godibile, anche per momenti conviviali e come spazio di vita del cane (che ci ha portato ad avere una rete di 2 metri, visto che fino ad 1,90 riusciva a saltarli), un pollaio più grande del piccolo pollaietto di prima e il rimanente campo grande. Tutti comunicanti dai cancelli e cancelletti.

Uno degli obiettivi finali, l’ultimo realizzato, è stato realizzare un pollaio grande e comunicante con un campo per tenere delle galline ed altri eventuali animali che potessero vivere in spazi grandi rifocillandosi dell’erba del campo.

Ed è così che arrivo alle galline – di che ne possano dire i vegani – felici: sono 5 galline, 4 giovani e 1 vecchietta – che temo morirà di vecchiaia, come le precedenti, anziché finire in un fantastico brodo… però ho ancora speranze! -, vivono in un grande pollaio e, da qualche giorno, durante le ore di luce gli apriamo anche una porticina che gli consente di scorrazzare nel nostro campo, per loro immenso; oltre all’erba, mangiano varie graminacee, cereali e i graditissimi semi di girasole di cui ci hanno regalato una balla piena.

Il risultato: 5 UOVA AL GIORNO!

Beh, se dovessi fare un costo di ammortamento, contabilizzare ciò che mangiano e il tempo che ora Francesca gli decidica durante il giorno, queste uova costerebbero assai care… sarebbero invendibili, le regaliamo a parenti stretti o diamo ad amici ai prezzi che loro si aspettanto.

Eh no! Non me le venite a chiedere queste uova, sono private, e, almeno per ora, riservate a pochi.

Un caro, sincero, semplice saluto.

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