Le Marmarole e l’Antelao, immersi nella soliutudine

Racconto iniziato ad agosto 2018

Pochi giorni fa, ho vissuto con un giovane amico, Francesco Cerasomma, una esperienza speciale, che merita raccontare.

Un paio di mesi prima di questa esperienza, Francesco, giovane amico, per intedersi coetaneo di mia figlia, mi chiese se sarei stato disponibile ad andare insieme a lui qualche giorno in Dolomiti. Gli risposi con entusiasmo offrendogli subito una proposta, compiere un giro su una delle catene montuose più isolate e affascinanti che conosco: le Marmarole.

Nelle estati del 1991 e del 1992, ero già stato sulle Marmarole.

La prima volta le percorsi in parte, accompagnando come giovane maestro dei novizi – in gergo scout – un “Noviziato” di scout, sedicenni e diciassettenni, con un po’ di mia personale incoscienza e spregiudicatezza tipicamente giovanili, contando sulla buona preparazione fisica e sul coraggio di molti di loro.

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La seconda volta, invogliato dalla prima esperienza, ci tornai con due amici, con cui ripercorsi buona parte di quel cammino, completando il giro nella parte alta delle Marmarole.456914_3419337216517_274584007_onuovo-documento-2018-08-04_4.jpg

L’interesse a quel percorso nasceva da un articolo su una raccolta delle migliori proposte di trekking della rivista Alp. A quell’epoca infatti erano poche le fonti da cui raccogliere proposte legate alla montagna, non era ancora inziata l’era di Internet, tantomeno quella dei Social, la carta stampata era ancora la maggiore fonte d’informazione e Alp, con una grafica accattivante, un po’ patinata, ricca anche di informazioni, risultava una delle riviste più efficaci a tale scopo.

Su tale rivista comparse un bell’articolo, Rosso Tiziano, in cui si descrivevano queste montagne, ricche di fascino, scarsamente percorse e un po’ impegnative, che pose all’attenzione di molti sentieri fino ad allora quasi sconosciuti. Ricordo che nei bivacchi in quota il cosiddetto libro del rifugio, che viene compilato da chi bivacca o comunque sosta in queste strutture per segnare da dove viene e dove va, c’erano ancora le tracce di chi era passato di lì negli anni Settanta; si notava che poi negli ultimi anni c’era passato qualche escursionista in più, ma comunque pochissime persone l’anno, e questa relativamente maggiore frequentazione era dipesa plausibilmente proprio dall’interesse suscitato anche da quell’articolo.

Dopo circa 26 anni dall’ultima volta in cui c’ero stato, grazie all’occasione offerta da un giovane amico, mi accingevo a ripercorrerle con rinnovato entusiasmo e coraggio.

Segue Marmarole… l’inizio di un nuovo cammino

 


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