Cruz de Hierro y O Cebreiro

Pesantezza e Leggerezza. Oscurità e Luce

Al quindicesimo giorno di Cammino abbiamo pernottato ad Hospital de Orbigo nell’albergue Karl Leisner, curato da don Manuel, poco più che donativo, dove ci siamo sentiti accolti generosamente. Tutto è pensato per una buona accoglienza, un giardino, dei tavolini ombreggiati, delle camerate pulite, tanta disponibilità all’ascolto e una gentilezza sincera.

È stato il giusto punto di partenza per la Cruz de Hierro, la Croce di Ferro.

Per raggiungerla abbiamo camminato ancora un giorno e mezzo, passando prima tra territori campestri in parte incolti, in mezzo ai quali sorge la magnifica Astorga, con la sua imponente Cattedrale, premonitrice della Cattedrale di Santiago, e il particolare palazzo capolavoro di Gaudi.

Si attraversano anche piccoli paesi, alcuni quasi abbandonati, in parte ravvivati da pellegrini e turisti. Uno di questi, Rabanal de Orbigo, forse il più vivace, ci ha offerto un posto per dormire oltre all’opportunità di interrompere la salita verso la Cruz.

Sul tratto finale per Rabanal, ho vissuto anche un prezioso momento di solitudine, che mi ha offerto l’opportunità di godermi un bel bosco di querce, di ripensare l’esperienza fin qui vissuta, di sentire una forte gratitudine e la voglia di condividere ancora.

Al mattino dopo siamo partiti presto per arrivare alle prime luci dell’alba alla Cruz de Hierro

Alla Cruz de Hierro ho vissuto uno dei momenti più importanti del mio cammino, preparato con cura.

Ho deposto due sassi, raccolti all’inizio del Camino, sui Pirenei, e celebrato un doppio, importante rito.

Il primo sasso conteneva la pesantezza di un ragazzo, morto prematuramente poco prima che con il mio compañero iniziassimo il Cammino e la cui mamma avrebbe voluto intraprenderlo. Lo stesso sasso rappresentava anche un altro ragazzo scomparso che ha lasciato un segno forte nella vita della sua e della mia famiglia, oltreché di tante altre persone. È anche il sasso di tutti coloro che sono a me cari scomparsi:

Questo è il sasso di… mi hai accompagnato in questo cammino, hai preceduto la mamma e i tuoi cari. Lascio qui la pesantezza e resta nell’aria la tua leggerezza.

Questo è anche il sasso di… e di tutti coloro a me cari che ci hanno lasciato prematuramente. Mi hai accompagnato in questo cammino, lascio qui la pesantezza e resta nell’aria la tua leggerezza.

Il secondo è il mio e di tutte le persone che sento vicine, che ho incontrato e che in diversi modi mi hanno seguito anche in questi cammino:

Questo è il sasso mio… Lascio qui la pesantezza, tengo con me la leggerezza.

Il cammino è proseguito leggero e nei tre giorni dopo il paesaggio è diventato più vivo e più verde; si attraversavano paesi più appariscenti come Villafranca del Bierzo ed altri meno, ma sempre molto caratteristici, fino a Trabadelo, o dei paesini che precedono la salita a O Cebreiro.

Ho deciso di partire da solo verso l’1:50 di notte da Trabadelo, passando prima per strade asfaltate, poi per affascinanti paesini sperduti, in boschi di querce e castagni, tra cui La Fiaba il cui nome ben rappresenta il luogo, dopo il quale il bosco si apre e il sentiero sempre più in salita si scopre scoperto alla luce delle stelle.

Verso le 6, dopo circa 19 km per metà in salita, raggiungevo O Cebreiro, il primo paese incantato della Galizia, e trovavo una chiesina con tanti lumini accessi.

La luce della speranza accesa prima dell’aurora “quando il cielo da scuro impenetrabile diventa azzurro” (Arturo Paoli) e le prime luci tingono di colori pastello il cielo.

Ho aspettato così l’alba.

Mi sono scaldato alle prime luci, leggendo e dormicchiando un po’.

Quando mi ha raggiunto Giorgio, abbiamo visitato tra l’altro la bellissima chiesa romanica e all’interno abbiamo trovato una cappellina scaldata da tanti lumini di cera rossi.

Calore che accoglie e fa sentire uniti a tanti nella speranza, nella certezza. Quel calore mi resterà adosso dopo il fresco umido dell’attesa.

Ora il cammino è diventato chiaro, siamo nella verde Galizia, il nostro nuovo cammino.


  • 16° giorno: Dom, 08/08/21 Hospital de Órbigo – Rabanal del Camino (37 km)
  • 17: Lun, 09/08/21 Rabanal del Camino – Ponferrada (33 km)
  • 18: Mar, 10/08/21 Ponferrada – Trabadelo (34 km)
  • 19*: Mer, 11/08/21 Trabadelo – O Cebreiro – Fonfría (San Xoán) (31 km)

*questa giornata è richiamata in questo articolo per il tratto fino a O Cebreiro, il cui racconto segue nell’articolo della Galizia


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