L’Oceano di Muxia e Finisterre

volano le nostre speranze per diventare certezze

Ricevuta la Compostela a Santiago, siamo ripartiti verso l’Oceano: “E non si arriva se non per ripartire” *.

Il Camino verso l’Oceano è stato quasi inevitabilmente diviso nelle tappe classiche, più tranquille rispetto alle nostre abitudini: quattro tappe di una trentina di km, tre verso Muxia e un’ultima tappa da Muxia a Finisterre.

Hanno camminato con noi già dalle prime tappe in Galizia due nuovi compagni di strada il giovanissimo Carlo, un ragazzo di 20 anni, che tra le sue tante qualità ha dalla sua anche la conoscenza di almeno quattro lingue che parla con disinvoltura, soprattutto è un ragazzo in gamba di sani valori che per impostazione etica mi ricorda i miei vent’anni, e David, un francese simpaticissimo che al contrario ha una grande difficoltà ad adattarsi alle altre lingue; queste loro caratteristiche e le nostre sono per noi occasione di scherzo e di gioco che rallegrano il cammino di tutti e quattro.

Con loro si erano incrociate le strade altre volte sul Camino, con loro avevamo raggiunto la Cattedrale.

Il cammino con loro è stato più tranquillo, la stanchezza di David e una infiammazione muscolare ben gestita da Carlo ci hanno portato a rallentare un pochino; è stato per me e Giorgio l’occasione di vivere le ultime tappe in gruppo, tra scherzi e sorrisi, e dialogare anche nel cammino.

Grazie all’intraprendenza di Carlo, siamo riusciti anche a trovare alcune cucine disponibili che ci hanno consentito di condividere le ns. diverse ricette. All’occorrenza si sono uniti a noi altri pellegrini: la cucina italiana ha sempre successo, così come noi siamo curiosi della cucina spagnola. L’apprezzamento è provato: i piatti alla fine restavano sempre vuoti!

In gruppo ci si sostiene e ci si aiuta. Io e Giorgio ci siamo così trovati spesso a dare loro e a taluni altri pellegrini nostri farmaci, così come Carlo è stato spesso di aiuto ogniqualvolta tornava utile una traduzione. David a sua volta ci incoraggiava con il suo esempio ad adattarci alle diverse difficoltà logistiche.

Talvolta le strade si incrociavano anche con Gianluca, il nostro “marines”, che si è rivelato un gran compañero soprattutto nei momenti di condivisione.

Non sono mancante le difficoltà, quest’anno era necessario prenotare sempre gli albergue, altrimenti tentare la fortuna e talvolta non era sufficiente.

Un giorno, non avendo trovato un albergue disponibile in località Olveroia, Giorgio ed io abbiamo camminato a passo veloce per cercare posto nell’albergue municipale – i municipali non si possono prenotare – anche per i nostri due compañeros di cammino, Carlo e David. Arrivati al municipale di Olveroia abbiamo scoperto che era “cerrado”, chiuso, e non era possibile dormire lì. Tutti gli albergue e le pensioni ad alcuni chilometri prima e dopo quella località risultavano chiusi. Non trovavamo alcuna altra ospitalità, salvo una signora che ci concedeva l’uso di un suo piccolo garage, ci rimediava anche un materassino e una “manta”, ovvero una coperta.

Non sarebbe stato drammatico, anche se la struttura aveva molte aperture e la porta non aveva una serratura, se non fosse che abbiamo accolto altri tre pellegrini che non avevano trovato alloggio, ma che non sono venuti subito a dormire, bensì tra mezzanotte e le 2 di notte, ubriachi, creando un’oretta e mezzo di confusione e mettendo in gran disagio soprattutto David che si trovava a fianco ai nuovi ospiti.

Siamo partiti da lì più presto del solito e abbiamo raggiunto così a fine mattinata la straordinaria località di Muxia.

Finalmente l’Oceano!

Ci siamo sistemati in albergue dove abbiamo condiviso un’altra cena, cucinata insieme da me e Carlo, ciascuno con le rispettive pietanze; David e Giorgio erano altrettanto impegnati nel preparare la tavola e poi riordinare. Sarà l’ultima nel Camino preparata da noi.

Dopo cena abbiamo raggiunto la punta del promontorio di Muxia, “A Freida”, un monumento caratterizzato da una ferita, o feritoia, e l’evocativo Santuario, che al tramonto mostravano tutto il loro splendore.

Giorgio fa volare il suo aquilone con le frasi scritte dai numerosi pellegrini incontrati, rappresentative di loro stessi, del proprio cammino.

Quel luogo è stato in qualche modo la chiusura spirituale del Camino, il momento in cui si torna a ciò che si è vissuto e le speranze risultano certezze. Siamo consapevoli ormai di ciò che il Camino ci ha dato: scoprire che la felicità sta tutta nelle proprie gambe, nella semplicità delle relazioni, nel “compartire” ciò che abbiamo, nella cura del prossimo, nel sentire l’Amico vicino, sempre pronto a perdonarci ed aiutarci nella creazione del Regno ovvero della felicità propria e condivisa.

Il Camino fisicamente si è concluso a Finisterre, dove siamo riusciti a partecipare anche a una messa in una chiesina prossima alla fine di questo nuovo promontorio, con tanto di benedizione finale, aiutata con qualche parola del celebrante in italiano.

Non è mancato da parte mia un bagno nelle acque freddissime dell’Oceano, attratto anche da una bella e pulita spiaggetta,

e la visita dell’affollata punta del promontorio, il punto più Occidentale di tutto il Camino, la Fine della Terra, l’ultimo fortunato Tramonto sul Camino.

Tornati a Santiago siamo riusciti anche a pranzare con quasi tutti gli ultimi pellegrini con cui abbiamo condiviso qualcosa, tranne David già sulla via del ritorno in Francia: Silvia e Manuele, un’affabile coppia trevigiana, arrivata a Santiago al proprio passo, Gianluigi, il “compañero” bresciano che scherzosamente chiamavamo “marines”, e il resto del gruppo ormai da tempo unito dal Camino, Carlo, Giorgio ed io.

Infine ci siamo trovati a pernottare insieme a Luigi, un pellegrino trentaduene, pugliese, anche sacerdote, prossimo parroco in una località della sua regione, che a avevamo incontrato già a metà del Camino. Una persona conviviale, forte della sua scelta vocazionale e al contempo uno come noi. Un’altra bella persona.

…Ora inizia davvero il Cammino!


  • 24° giorno: Lun, 16/08/21 Santiago de Compostela — Negreira (22 km)
  • 25: Mar, 17/08/21 Negreira — Olveiroa (34 km)
  • 26: Mer, 18/08/21 Olveiroa – Santuario di Muxia (34 km)
  • 27: Gio, 19/08/21 Muxia – capo di Fisterra/Finisterre (32 km)

Ritorno Venerdì 20 agosto 2021 a Santiago per un giorno di sosta nella città e di incontri. Sabato 21 volo di ritorno.


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